MORFOLOGIE DI CONFINE

Morfologie di Confine, 18-20 agosto 2017, curated by Gian Antonio Gilli for Mun Ange, Crissolo (CN).

Progetto realizzato appositamente per lo spazio di Mun Ange, sede dell’archivio fotografico e documentaristico della vita di Crissolo, paese collocato ai piedi del Monviso a 1300 mt s.l.m e il primo ad essere bagnato dal fiume Po.  

Il legame che ha lo spazio di Mun Ange con la Memoria e la Storia dei luoghi che lo circondano si avvicinava in modo particolare al progetto di ceramica arcaica che sto sviluppando da diverso tempo, tale da portarmi a realizzare un lavoro site-specific  per l’occasione costruendo anche un primitivo forno necessario per la cottura delle opere esposte a Mun Ange nei giorni di residenza a Crissolo.

Le opere, realizzate ad’hoc per l’evento, vengono esposte crude per poi migrare temporaneamente al di fuori dello spazio espositivo ed essere cotte ai margini del paese, ai confini con la natura.  Superata la fase di cottura e quindi di trasformazione, le opere ritornano nello spazio espositivo mutate, spesso frammentate per via del taglio sperimentale di questa tipologia di cottura primitiva.  Le opere scomposte vengono ugualmente esibite assumendo l’aspetto di reperti archeologici, in dialogo con lo spazio, che in veste di archivio della storia di Crissolo, custodisce frammenti di memoria di un lontano passato.

 

Project created specifically for the Mun Ange space, home to the photographic and documentary archive of the life of Crissolo, a town located at the foot of the Monviso at 1300 meters above sea level and the first to be bathed by the river Po.

The link that Mun Ange’s space has with the Memory and History of the places that surround it was particularly close to the archaic ceramic project that I have been developing for some time, such as to lead me to create a site-specific artwork for opportunity on the perception of time and the transformations that follow, also building a primitive kiln necessary for firing the works exhibited in Mun Ange during the days of residence in Crissolo.

The artworks, created specifically for this event, are exhibited raw and then temporarily migrate outside the exhibition space and be cooked on the outskirts of the village, on the border with nature. After the firing phase and therefore the transformation phase, the works return to the exhibition space changed, often fragmented due to the experimental cutting of this type of primitive firing. The decomposed artworks are also exhibited assuming the appearance of archaeological finds, in dialogue with the space, which as an archive of the history of Crissolo preserves fragments of memory of the distant past.

 

Articolo di Carlo Fossati per e/static.

Testo tratto dal comunicato stampa della mostra:

“Un confine non è una linea che separa in modo netto due mondi diversi. Un confine è esso stesso un mondo, diverso dai due mondi che separa, e pure occhieggiante a entrambi. Un mondo abitato da esseri che, senza essere del tutto estranei all’uno e all’altro, posseggono tuttavia forme proprie e sembrano avere obiettivi propri e propri destini.

Due sono i confini che il lavoro di Gaia Carboni lascia intravedere. Il primo confine è quello temporale, relativo cioè a età diverse nell’esperienza storica dell’uomo. Troviamo accostate, in queste opere, due età lontanissime. La prima si colloca agli albori della civiltà: un’età in cui, felicemente, il cibo che l’uomo assume non è più solo crudo, ma cotto; un’età in cui cominciano a modellarsi i metalli, e nuove forme, i vasi, appaiono sulla scena del mondo. Un’età scandita da intervalli così lunghi da apparire quasi fuori del tempo, ancora partecipe di una indifferente eternità. Ma si profila anche, in questi lavori, un’altra età: un’età sconvolta da gigantesche distruzioni, dove della cultura materiale dell’uomo restano solo reperti carbonizzati; dove i paesaggi sono nudi e spogli; dove i cieli appaiono nuovamente estranei alla scena umana. Un’età non più misurabile in termini di tempo, ma solo di assenze.

Accanto al confine temporale, il secondo confine percorso da Gaia è quello fra campi e livelli diversi dell’esperienza biologica. I suoi manufatti ceramici (la parte principale della mostra) corrispondono esplicitamente a forme organiche, ma questa vita allude, contemporaneamente, a due regni solitamente tenuti ben distinti, quello animale e quello vegetale. Questi lavori richiamano con evidenza organi e apparati coinvolti nella sfera riproduttiva, ispirati dunque alla Fertilità. Un valore che è stato il valore massimo delle società primitive, e che potrebbe ridiventarlo per società sopravvissute a catastrofi. Vi è in questi lavori la stessa ‘generosità’, la stessa eccedenza di forme e di possibilità che si ammira nella Natura fertile, – consapevole essa stessa che non ogni nascita arriva a compimento.”

Gian Antonio Gilli.

 

 

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Morfologie di Confine, 2017, first of Mun Ange's three days of residence, Crissolo, Turin, Italy.

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Morfologie di Confine, 2017, third of Mun Ange's three days of residence, Crissolo, Turin, Italy.

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